CfP Convegno Dottorale Internazionale di Studi Italiani Il classico nella modernità e la modernità del classico
28-29 maggio 2026 (Facultad de Filología, Universidad de Sevilla)
Programa de doctorado en Estudios Filológicos (Universidad de Sevilla)
Programa de doctorado en Lenguas y Culturas (Universidad de Extremadura)
- Termine per l'invio delle candidature: 27 febbraio 2026
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Nel corso dei secoli il concetto di classico ha assunto significati molteplici: modello esemplare, fondamento della tradizione, ma anche testo soggetto a continue reinterpretazioni, traduzioni, riscritture e decostruzioni. La modernità, lungi dal limitarsi a ricevere il classico come patrimonio immobile e consolidato, ne ha ampliato e ridefinito le funzioni, trasformandolo in materia viva di confronto, dialogo e contraddizione. In questo senso, Italo Calvino osserva che i classici sono opere che «quanto più si crede di conoscerli per sentito dire, tanto più quando si leggono davvero si trovano nuovi, inaspettati, inediti» e che la loro persistenza implica una risonanza profonda nel presente, tale da non poter essere ridotta a mera eredità storica (Perché leggere i classici, 1991). Si tratta quindi di un rapporto dinamico che coinvolge non solo la storia letteraria, ma anche la teoria della traduzione, la didattica, gli studi comparati e tutte le discipline che indagano la continuità e la frattura all’interno dei sistemi culturali. Nell’ambito dell’italianistica, interrogarsi sul classico significa domandarsi come e perché autori come Dante, Petrarca, Ariosto o Manzoni vengano periodicamente rifunzionalizzati per rispondere alle esigenze culturali del presente. Significa anche osservare l’emergere di nuovi “classici moderni”, opere nate in un contesto novecentesco o postmoderno che, per risonanza simbolica e forza immaginativa, entrano a far parte di un patrimonio condiviso. La categoria stessa di “moderno” è problematizzata da Cesare De Michelis, il quale ha mostrato che la letteratura italiana del Novecento si regge su una tensione permanente tra impulsi innovativi e dinamiche antimoderne, rivelando un’intima contraddittorietà che attraversa generi e stili e che invia continuamente il concetto di tradizione sul terreno della modernità critico-riflessiva (Moderno Antimoderno, 2021). La traduzione svolge altresì un ruolo decisivo nel processo di canonizzazione e ri-canonizzazione: tradurre un classico è sempre un’operazione di riscrittura e le strategie traduttologiche adottate determinano inedite interpretazioni e nuove modalità di fruizione. Analogamente, dal punto di vista didattico, il classico diventa strumento di mediazione tra passato e presente: le modalità con cui viene insegnato, adattato, semplificato o approfondito incidono profondamente sulla percezione collettiva e sulla sua sopravvivenza come testo fondativo. In prospettiva comparatistica, infine, il classico si presenta come un nodo di relazioni transnazionali: circola, si ibrida, genera riscritture, contaminazioni, adattamenti intermediali. Le letterature del mondo dialogano fra loro travalicando spesso i confini spazio-temporali e scambiandosi figure, archetipi, miti, strutture narrative che si rinnovano e arricchiscono attraverso le diverse epoche e i differenti contesti. Che cosa accomuna, ad esempio, l’Ulisse dantesco all’Ulisse modernista di Joyce? In che modo l’Orlando furioso risuona nella cultura pop contemporanea? Perché alcuni personaggi o temi assumono valore paradigmatico, mentre altri restano confinati nella storia letteraria? Il convegno dottorale Il classico nella modernità e la modernità del classico intende offrire uno spazio di confronto e di discussione aperto e interdisciplinare, nel quale indagare le molteplici forme di relazione tra tradizione e innovazione, tra conservazione e trasformazione, tra memoria culturale e immaginario contemporaneo. Saranno presi in considerazione contributi esclusivamente presenziali, della durata massima di 20 minuti, che analizzino da diverse prospettive i modi in cui il classico continua o meno a vivere nella modernità, sia attraverso lo studio di singoli autori e opere, sia mediante approcci teorici più ampi. Seguono possibili aree di approfondimento e ambiti tematici (non esaustivi): • Definizione e ridefinizione del “classico”: teorie del canone; processi di canonizzazione e decanonizzazione; classici emergenti nella contemporaneità. • Il classico nei manuali e nella didattica: selezione dei testi; metodologie di insegnamento; adattamento scolastico e divulgativo; classico e competenze interculturali. • Traduzione e riscrittura del classico: la traduzione come interpretazione; traduzioni d’autore; riscritture moderne e postmoderne; adattamenti teatrali, cinematografici e intermediali. • Italianistica e modernità del classico: nuove letture del patrimonio letterario italiano; ricezione dei classici italiani in ambito europeo e globale; memoria culturale e identità nazionale. • Comparatistica e dialogo fra tradizioni: circolazione transnazionale dei miti e delle figure letterarie; archetipi condivisi; classici globali e classici regionali. • Classico e contemporaneità: reinterpretazioni nei media digitali; uso del classico nella comunicazione politica, nella cultura pop, nelle serie TV, nelle arti visive. • Classico, genere, società: nuove sensibilità critiche; approcci di genere, postcoloniale, ecocritico e decoloniale nella rilettura dei classici. • Tempo, memoria, identità: forme di attualizzazione del passato; il classico come dispositivo etico, estetico e cognitivo nella società contemporanea. I dottorandi interessati sono invitati ad inviare un abstract (max 300 parole) e un breve profilo biobibliografico entro e non oltre il 27 febbraio 2026 all’indirizzo: convegno.sevilla@gmail.com. La notifica dell’accettazione verrà comunicata nel mese di marzo 2026. Si accetteranno contributi in lingua italiana o spagnola. Per i contributi più meritevoli sarà proposta la pubblicazione in volume. Collaborano: il Gruppo di Ricerca internazionale “Istituzioni del Romanzo” (Università degli Studi di Torino); grupos de investigación “ILLE HUM-851: Interculturalidad. Lenguas y Literaturas Europeas” e “HUM144: Filologia italiana” (Universidad de Sevilla); ASELIT (Asociación Española de Lengua Italiana y Traducción).
Comitato scientifico: Miguel Ángel Cuevas Gómez, Leonarda Trapassi, José Muñoz Rivas, Fernando Molina Castillo, Francesca V. Geymonat, Raffaello Palumbo Mosca, Dalila Colucci, Emanuela Todisco, Beatrice Truffelli. Comitato organizzativo: Federico Malandrin, Alessandra Pantano.